Taccuino 1 – “Tutto inizia da un punto”
I punti che muovono il mio corpo fuori e dentro
Ho sempre amato gli inizi.
Iniziare qualcosa mi fa sentire viva, curiosa, vibrante.
Inizio ad ascoltare una musica e attendo il suo dispiegarsi nel tempo e nello spazio.
Si srotola davanti a me con i suoi punti, le sue linee che vanno, tornano, si intrecciano.
A volte si fermano, come sospese nell’aria…Poi riemergono da quel nulla pieno di attesa.
Lo spazio attorno a me assomiglia ad un dipinto ed io posso muovermi al suo interno. Mi svuoto dalla realtà che conosco per entrare altrove ed in quel vuoto la mia mano si allunga verso un punto sospeso nell’aria.
Posso toccarlo.
Come se lui sentisse il mio tocco, emette un suono…oggi è una nota di pianoforte.
Mi volto come richiamata da qualcosa, ed un altro punto pare osservarmi. Allora mi fermo ad osservarlo anche io.
Ci guardiamo.
Lo tocco ed anche lui suona vibrando sulle mie dita. Ed improvvisamente questa nuova realtà, alla quale mi do il permesso di accedere, si riempie di punti suonanti, di note che se ne stanno sospese nell’aria attendendo di essere toccate per esprimere la propria voce.
Inizia la musica, inizia la danza.
Sento che nell’andare da un punto all’altro il mio corpo sperimenta qualcosa di nuovo, sempre diverso, si allunga, si attorciglia, si piega, si volta, si sospende. Tra un punto e l’altro nasce la danza di oggi e non so dove mi stia portando. Sento solo che sto danzando guidata da infiniti punti che creano musica assieme a me.
Poi un punto si ferma sulla mia spalla. Posso sentirlo.
Posso sentire la vibrazione che quella nota precisa porta in quel punto esatto del mio corpo e quella sensazione diviene movimento.
Ecco che apro il mio corpo a ricevere altri punti sulla pelle ed improvvisamente il mio corpo viene fatto muovere dalle note di pianoforte che si adagiano, ora su una mano, ora sulla mia pancia, sulla schiena, sulla fronte. Adesso sono loro a toccare me ed io divento uno strumento musicale danzante che crea nello spazio. Non penso, mi lascio muovere da loro. Sento che la mia pelle si diverte e mi sorprendo a giocare con semplicità e con piacere nuovo.
Poi un punto si adagia sulla mie labbra. E se questo punto potesse essere dentro di me?
Lascio che entri e scopro che il mio corpo si lascia muovere da un punto che sta danzando dentro. Lui segue il suo cammino dentro di me e lascio che accada.
E’ diversa questa sensazione. E’ un movimento piccolo, intimo e preciso.
Quel punto diventa liquido e passa da una parte all’altra del corpo. Resto in ascolto di come mi muove quando si scioglie e si mischia col mio respiro. I movimenti si fanno fluidi e le note musicali, che prima erano ben distinte tra di loro, adesso somigliano ad una linea infinita che danza dentro di me.
C’è un punto di partenza che origina il mio movimento. E c’è un punto di arrivo in cui il movimento si fa più lieve fino a sparire. Ma subito, quel punto di arrivo diventa un nuovo punto di partenza nutrito da nuova energia che porta al mio corpo una nuova danza.
E così, tra punti di partenza e punti di arrivo, che sono sempre nuova partenza, racconto allo spazio attorno a me il mio danzare nella vita tra i miei inizi e le mie conclusioni.
E adesso scopro, che ciò che ho percepito come conclusione era semplicemente un altro punto di partenza per un viaggio diverso della mia vita.
Il mio corpo mi racconta che ciò che pare finire, in realtà crea nuova energia per iniziare altrove, in una danza fatta di continuità, dove ogni punto è fondamentale per il cammino.
E se all’inizio osservavo lo spazio attorno a me come un grande dipinto, adesso scopro che anche io faccio parte di quel dipinto con i miei punti e le mie linee che non sono mai uguali, ma si trasformano in ogni istante. Penso alle cellule del mio corpo che in ogni momento si rinnovano ed accolgo le inevitabili trasformazioni accogliendole con rinnovata sorpresa e curiosità.
Anche le mie cellule sono punti che danzano.
Ed ogni piccolo movimento che il mio corpo compie, modifica il dipinto dello spazio. Io mi modifico assieme allo spazio attorno a me. Io ho il potere di accogliere la trasformazione e trasformare a mia volta la realtà che mi accoglie.